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un'attenzione per il dato naturale che potremmo considerare come una sorta di ossessione analitica che sostiene la sua visione. Ne consegue una rappresentazione che percorre con
eguale intensità l'intero campo percettivo con una messa a fuoco paritaria di ogni punto della superficie, per cui il dato fenomenico, talvolta,
acquista la connotazione più di una iperrealtà che di una surrealtà.
Un palcoscenico che pullula di cose e oggetti, che si estende come una sorta di
mappamondo che contempla il nome di ogni dettaglio geografico.
Ogni opera potrebbe corrispondere a una fiaba: un impressione che
ALMA collega a una personale oggettività delle cose con la certezza che, pur anelandovi, non varcherà mai la soglia del vissero felici e contenti. Spazi e volumi, figure e materia, segno e oggetto, storia e natura, desederio e fantasia ci permettono di poter cogliere l'essenza della verità.
E quel vero che l'artista scopre e ci rivela diventa quasi subito un nuovo mistero da indagare e da vincere per approdare a una nuova dimensione. Ma in fondo è proprio questo che spaventa i riguardanti irriflessivi: uno specchio che mostra il volto nascosto del loro io umano.
Il valore delle opere di
ALMA sta proprio in questa relatività: nell'eterno presente dell'armonia vivono il divenire e la metamorfosi di tutte le cose del mondo. La pittrice cerca di perpetuare questa magica instabilità facendo rivivere, attraverso gli impulsi dell'intuizione e i richiami segreti dell'esitenza, la propria araba fenice nel cieco ordine del suo formarsi. Il mondo intorno a lei si trasforma sotto la spinta di un occhio avido che le permette di entrare in una nuova prospettiva dove il piccolo si fa grande, e dove il voluminosi potrebbe diventare esiguo.
In fondo indaga gli aspetti più nascosti della natura e dell'opera dell'uomo cercando di cogliere quelle illuminazioni che le permettono di alimentare i suoi consapevoli colori. Un arte fatta di segni, forme e colori, dove la linea assume un naturale ruolo
rappresentativo proprio mentre la pittrice, prima ancora di attaccare il supporto, le permette di costruire la
favola nella sua mente.
Il mondo di ALMA è qualcosa di più del riassunto dell'essenza della realtà; infatti potrebbe rappresentare una sorta di desiderio - presagio per un nuovo Eden
post-apocalittico dove il tempo continua a esistere sotto forma di simbolo. La bottiglia, elemento ricorrente nelle sue opere, potrebbe simboleggiare proprio lo strumento di misura universale e il tempo che passa, del quale essa è la misura attraverso le sue fasi successive e regolari.
Un sistema di ricerca e di sintesi legato a un mondo di albe e di crepuscoli non ancora contaminati dalle voracità cosmiche.
ALMA propone cromie dell'assoluto: il colore più profondo e immateriale rappresenta quella via dell'infinito dove il reale si trasforma in immaginario. Entrare nei suoi colori potrebbe voler dire oltrepassare lo stargate, passare dall'altra parte dello specchio, un po' come Alice nel paese delle meraviglie.
Tutto è prossimo e immediato, ma al tempo stesso proiezione e chimera perchè, talvolta, non riusciamo a porre nelle immagini quella stessa attenzione che ALMA pone agli oggetti. Ma quel realismo rimane magico proprio per la sua ingente e imprescindibile evidenza: in fondo
a noi non resta che credere nelle fiabe di ALMA e sperare che, prima o poi, arrivi anche il lieto
fine.
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